La locanda dei monelli.
Noi, cittadini bisognosi di idilli agresti e di mulini bianchi, siamo passati dal rifugiarci nelle città per proteggerci da una campagna imprevedibile e pericolosa, al rifugiarci in campagna per proteggerci dalle nostre città, sempre più simili a foreste intricate. E’ da questo labirinto che spesso la nostra anima vuole fuggire, alla ricerca di un archetipo che l’industrializzazione non è riuscita a strapparci: la casetta, l’alberello, il sole, il fiume, l’idea di natura che disegniamo fin da piccoli. E’ questa naturale inclinazione che ci spinge fuori dalle città.
La riscoperta è quella di una convivialità perduta sulla strada dell’industrializzazione, con una straordinaria opportunità di scambio culturale tra le città e la campagna, sia per noi che vi ospitiamo sia per voi che venite ospitati.
E’ da questa esigenza, semplice e antica quanto il mondo, che siamo nati, ridando vita alla nostra casa di campagna, alla nostra terra, cercando di ospitarvi e rendervi partecipi della nostra giornata mettendo in pratica la convivialità, senza la quale non ci può che essere solo uno scambio puramente monetario, solo un paesaggio in affitto.

Qui da noi si pranza e si cena tutti insieme, assaggiando la cucina della brava signora Francesca, in un pasto collettivo fulcro di quello scambio prezioso tra il mondo urbano e quello rurale, dell’incontro tra due diversi tipi di ricchezza culturale, scambiando i sapori della terra e conversando tra tutti noi che la amiamo e sempre più desideriamo conoscerla.