Dintorni

Belmonte Calabro, centro agricolo e turistico, è famoso per la produzione del "pomodoro di Belmonte”, patria di nobili ed artisti.

Da segnalare la biblioteca, il museo contadino (ove è possibile osservare i più svariati utensili, spaziando da quelli femminili a quelli relativi ai campi passando per quelli di tipo militare) ed il castello con relativo parco.

Da ammirare il campanile della Collegiata dell'Assunta, eretta nel 1400 sfruttando preesistenti strutture e dal raccolto e ricco interno roccocò. Accanto, vi sono i resti del Palazzo Baronale con la mole vetusta del Castello, ormai solo una massa di pietra bombardata.

Cleto, centro importante della costa nel Medioevo, durante la dominazione normanna mutò il suo nome in Pietramala e il nome rimase tale dal XII secolo al 1862, quando per decreto del 4 gennaio 1863 diventava Cleto. Da visitare anche Nocera Terinese, Serra d’Aiello e San Pietro in Amantea.

Inoltre, ci si può immergere nella natura incontaminata della Sila, con i suoi parchi, le piste innevate e i laghi, o immergersi nella storia della Magna Grecia visitando il Museo archeologico di Reggio Calabria, dimora dei famosi Bronzi di Riace, il Museo nazionale di Crotone, i resti di Capo delle Colonne o la Sibaritide con gli scavi a cielo aperto. Ed ancora ci si può abbandonare nella preghiera in luoghi affascinanti come il Santuario di S.Francesco di Paola, la Certosa di Serra S. Bruno, l’Abazia Forense a S. Giovanni in Fiore, il Monastero delle Carmelitane a Crotone.

Oppure, puoi continuare le tue vacanze nelle vicine Isole Eolie, imbarcandoti dal piccolo porticciolo turistico sito a Campora S. Giovanni, con cadenze giornaliere.

ATTRAZIONI TURISTICHE:

Mare

L'aosi Blu dell'Isca è un tratto di mare prospicente l'estremità meridionale della catena costiera tra Amantea ed il vicino Comune di Belmonte Calabro. L'isca è composta da due scogli che distano circa 800 metri dalla costa. I fondali, che raggiungono un profondità massima di 25 metri, sono meravigliosi e la Flora e la fauna marina la fanno da padroni, habitat preferito di Cernie e Murene.

Coreca è una frazione situata 3 km a sud di Amantea. Qui si può ammirare uno dei tratti di costa più belli dominati da un grande scoglio ormai fuori dall'acqua, chiamato scoglio di coreca.

La Grotta, è una grandissima insenatura naturale posta sotto al centro storico. Nell'antichità, quando le acque del mare arrivavano alle mura della città, la grotta era un approdo per velieri e mercantili. All'interno della grotta era stato creato un passaggio che permetteva di arrivare all'interno delle mura fortificate.

La spiaggia è sicuramente uno dei fiori all'occhiello di Amantea. Nella zona del lungomare la spiaggia si sviluppa per parecchie decine di metri grazie anche agli interventi che da sempre hanno mirato a conservare l'arenile, prettamente sabbioso con la presenza di ciottolini nelle immediate vicinanze della battiggia.

Storia

Il Centro Storico, l'antica via del Carmine aperta nell'800 e l'imbocco di via Cavour, che sale ripida verso il cuore del Centro storico contrassegnato da un arco di sostegno sospeso tra le masse impositive delle vecchie dimore, quasi a sancire il distacco con il resto dell'abitato. Di rilevanza artistica sono Palazzo Mirabelli ( sec. XVII), Palazzo Cavallo Marincola ( sec. XVII), Palazzo Florio, e il settecentesco Palazzo De Martino.

Recenti indagini sul territorio hanno portato alla scoperta di siti di interesse preistorico e protostorico nella frazione di Campora San Giovanni, nella località di Imbelli e sulla riva destra del torrente Torbido; sui versanti acclivi di Cozzo Piano Grande, nel territorio di Serra D'Aiello; nell'area di Cleto e Savuto.

Da visitare:

I resti del castello, posto sulla sommità pianeggiante del colle roccioso che sovrasta l'antico abitato. A pianta quadrilatera, con due lati cinti da un fossato e con un ponte in muratura, e con gli altri due lati sono a picco sui dirupi scoscesi. Possiede quattro torri angolari di cui la più antica è quella circolare a base scarpata. Le prime opere difensive risalgono al periodo arabo.

La torre, posta sullo stesso pianoro del castello, si eleva nei pressi della porta d'accesso che immette nell'area fortificata. Impostata su base circolare, è perfettamente cilindrica, con la muratura che cade a fìlo su un basamento poligonale. La sua costruzione può farsi risalire all'epoca sveva (sec XIII).

La cinta muraria, all'interno della quale, fino agli inizi dell'ottocento, era racchiuso l'abitato storico. Più volte riadattata e adeguata alle nuove esigenze difensive, le estese emergenze rimaste possono essere riportate a un lungo periodo che va dall'età aragonese (seconda metà del sec. XV), a quella vicereale (sec.XVI-XVll).

La torre di Coreca, si eleva sul promontorio che domina il mare sovrastante la scogliera. E' a pianta circolare con base troncoconica e corpo cilindri- co. Probabilmente fu edificata nel sec. XVI.

La torre di Campora S.G., posta sul litorale, vicina al mare. Di notevole proporzioni, risulta impostata su base circolare scarpata, con corpo cilindrico e mensole di coronamento. L'epoca di costruzione può farsi risalire al sec. XIV.

La torre della principessa si erge imponente nella sua massa troncopiramidale a ridosso della vasta piana alluvionale, a Sud di Campora S.Giovanni. L'epoca di costruzione può farsi risalire alla fine del 1500.

La Chiesa Convento San Bernardino da Siena è un edificio religioso di grande bellezza architettonica costituito dalla chiesa e dal convento dotato di chiostro e corsie. E’ uno degli esempi più rilevanti dell'architettura tardo-gotica in Calabria. Fu edificato nel 1436 su un sito collinare fuori le antiche mura per accogliere i frati Minori Osservanti. Sulla facciata a cuspide della chiesa si notano gli incavi dove erano collocati i bacini di ceramica disposti a forma di croce: preziosi lustri ispanici medievali di origine islamica decorati da motivi ornamentali, scene, figure ed intrecci di trame coloratissime che evocano la calda luce d'oriente. Possiede una statuaria di notevole interesse artistico tra cui: la Madonna con bambino di Antonello Gagini, l’ Angelo Annunziante e la Vergine Annunziata, attribuiti a Francesco da Milano (1491). A destra del portale d'ingresso all'edifìcio sacro si trova l'Oratorio della Confraternita dell' Immacolata Concezione a cui si accede per un ricco portale tardo-rinascimentale datato 1592, con elementi decorativi di evidente ispirazione classica. Al suo interno, sulla pala d'altare, è collocato il presepio marmoreo attribuito a Rinaldo Bonanno (sec. XVII).

La chiesa di San Biagio, duomo della città, posta in cima a una scalinata balaustrata, con facciata secentesca dal bel portale con gli stipiti di pietra lavorati a ricche volute laterali. L'edificio religioso fu eretto nel 1677, per cura di Giovan Battista Di Lauro. L'interno è a tre navate con l'aula maggiore separata dalle altre due da archi a tutto sesto che insistono su robusti pilastri. Sull'altare maggiore è collocata una cornice in legno dorato del 1600 dal ricchissimo intaglio. Appartengono alla chiesa tre notevoli dipinti storici raffiguranti: L'Annunciazione, opera di scuola romana della prima metà del Settecento, la Madonna con Santa Teresa e San Bernardino, dipinto settecentesco di anonimo autore meridionale, e la presentazione di Gesù al tempio opera di ignoto maestro provinciale del sec. XIX.

La Chiesa di Santa Maria del Carmine. Affiancata, ai tempi della sua fondazione, da un modesto convento di Frati Carmelitani, soppresso nel 1652. La sua data di fondazione può farsi risalire intorno al 1644. Presenta un elegante portale ad edicola cuspidata con elegante bifora recante una esile colonnina al centro.

Ruderi della chiesa di San Francesco d’Assisi e convento, edificati su un sito sottostante all'area del castello, tra il 1221 e il 1264, dimora dei Frati Minori Conventuali venuti ad Amantea nel secolo XIII.

Chiesa di Santa Maria la Pinta, edificata con il piccolo convento nel 1607 per munifìcienza del nobile amanteano Rutilio Cavallo. La facciata presenta un elegante portale ad arco ribassato con decorazioni floreali ed archetti pensili sormontato da ampia bifora con pilastrino poligonale e capitello con decorazione a foglia.

Monastero delle Clarisse, eretto nel 1603, è adagiato su una sporgenza rocciosa dell'antica falesia smembrata da una grotta marina. Eleganti finestre polilobate, bifore con sottili colonnine tortili, soffitti lignei, emblemi di antichi casati sulle pareti, restituiscono agli ambienti interni la riservata atmosfera di un tempo.

La chiesa di S. Elia Profeta, annessa all'ex Collegio dei Gesuiti, sorge nel cuore dell'antico quartiere di Catocastro. Eretta nel 1619 e la sua facciata presenta un portale con timpano ad arco spezzato sormontato da un fìnestrone con sinuose cornici. L'interno, a navata unica, con cupola sulla crociera è tipico delle costruzioni sacre dei Gesuiti. Al centro dell'aula è posto un pulpito ligneo secentesco con baldacchino, intagliato e decorato.

Il Collegio dei Gesuiti, ultimato nel 1710, fu fondato dal devotissimo e insigne cittadino di Amantea Fulvio Verdiano. Restano visibili le mura senza più copertura con il caratteristico triplice coronamento degli embrici in aggetto.

La chiesetta di San Giuseppe edificata nel 1728, per cura di Fortuna Caratelli, si trova sulle pendici del colle di Camolo.

La Casa Rurale è sita in località Rota ed ha importanza storica perché, il 6 febbraio 1807, vi venne firmata la resa della città di Amantea alle truppe francesi dopo un duro assedio durato nove mesi. All'esterno lapide-ricordo dell'evento dettata da Ernesto De Luca di Lizzano.

La Villa Comunale Parco della Grotta è un area a verde con panchine e giochi per bambini dove è possibile visitare la grotta con il suo naturale anfiteatro.